La storia degli spaghetti: italiani, cinesi, arabi...chi li ha inventati davvero?
pubblicato il 25 ottobre 2023 alle ore 22:00
Non potremmo immaginare la vita senza un bel piatto di spaghetti, soprattutto noi italiani! Ma se ti dicessimo che non siamo stati noi a inventarli?
Ti spieghiamo meglio.
Innanzitutto c'è da dire che la storia degli spaghetti ha molte ipotesi e ha attraversato molte popolazioni, quindi attualmente non sappiamo ancora esattamente chi li ha inventati.
Molti pensano che siano stati i cinesi e che poi li abbia portati Marco Polo in Italia, ma sembra non essere così.
Si afferma quasi con certezza che la prima vera forma di pasta sia nata nel X secolo in Sicilia, che all’epoca era dominata dagli Arabi.
Il grano duro veniva utilizzato per fare il couscous, ma iniziò ad essere lavorato a forma di “vermicelli”. Questo formato sottile e lungo era facilissimo da disidratare e quindi da conservare: iniziò così ad essere commerciato in tutta Italia.
La pasta però fino all'Ottocento, veniva mangiata scotta e utilizzata come contorno vicino alla carne!
La svolta arriva a Napoli: quando il popolo iniziò a impoverirsi, la carne diventò un lusso per i più ricchi e per i napoletani la pasta diventa l’unico piatto completo per sfamarsi.
Infatti invece di essere stracotta, viene gustata al dente, per prolungare la sensazione della masticazione e quindi della sazietà.
I napoletani diventarono dei "mangiamaccheroni", come venivano chiamati.
Pensa che è proprio grazie a questo formato, presso la corte dei Borboni a Napoli, che nasce e si afferma la forchetta a 4 punte!
Il termine spaghetti lo troviamo per la prima volta nel 1824, nell'opera "Li maccheroni di Napoli" del poeta Antonio Viviani.
Già dal Medioevo il suo inseparabile compagno di gusto era il formaggio grattugiato, citato anche nel Decameron di Boccaccio!
Questo perché la pasta era vista come una cosa viscida, della quale non si conoscevano le conseguenze.
I medici dell’epoca consigliavano quindi di accompagnarla con un alimento compatto e molto nutriente, il formaggio.
A questo punto non possiamo non menzionare il pomodoro.
Dopo essere stato visto con terrore per anni perché creduto velenoso, lo troviamo proprio per la ricetta della salsa di pomodoro nel libro “la scienza in cucina e larte di mangiar bene,” la guida gastronomica di pellegrino artusi del 1891 che conteneva dieci ricette per condire gli spaghetti.
Fonti:
Il mito delle origini, Massimo Montanari
Storia dei maccheroni, Alberto Consiglio
Cibo, Jacques Attali
Palermo, l'affascinante capitale degli Arabi, Alberto Angela
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Ti spieghiamo meglio.
Innanzitutto c'è da dire che la storia degli spaghetti ha molte ipotesi e ha attraversato molte popolazioni, quindi attualmente non sappiamo ancora esattamente chi li ha inventati.
Molti pensano che siano stati i cinesi e che poi li abbia portati Marco Polo in Italia, ma sembra non essere così.
Si afferma quasi con certezza che la prima vera forma di pasta sia nata nel X secolo in Sicilia, che all’epoca era dominata dagli Arabi.
Il grano duro veniva utilizzato per fare il couscous, ma iniziò ad essere lavorato a forma di “vermicelli”. Questo formato sottile e lungo era facilissimo da disidratare e quindi da conservare: iniziò così ad essere commerciato in tutta Italia.
La pasta però fino all'Ottocento, veniva mangiata scotta e utilizzata come contorno vicino alla carne!
La svolta arriva a Napoli: quando il popolo iniziò a impoverirsi, la carne diventò un lusso per i più ricchi e per i napoletani la pasta diventa l’unico piatto completo per sfamarsi.
Infatti invece di essere stracotta, viene gustata al dente, per prolungare la sensazione della masticazione e quindi della sazietà.
I napoletani diventarono dei "mangiamaccheroni", come venivano chiamati.
Pensa che è proprio grazie a questo formato, presso la corte dei Borboni a Napoli, che nasce e si afferma la forchetta a 4 punte!
Il termine spaghetti lo troviamo per la prima volta nel 1824, nell'opera "Li maccheroni di Napoli" del poeta Antonio Viviani.
Già dal Medioevo il suo inseparabile compagno di gusto era il formaggio grattugiato, citato anche nel Decameron di Boccaccio!
Questo perché la pasta era vista come una cosa viscida, della quale non si conoscevano le conseguenze.
I medici dell’epoca consigliavano quindi di accompagnarla con un alimento compatto e molto nutriente, il formaggio.
A questo punto non possiamo non menzionare il pomodoro.
Dopo essere stato visto con terrore per anni perché creduto velenoso, lo troviamo proprio per la ricetta della salsa di pomodoro nel libro “la scienza in cucina e larte di mangiar bene,” la guida gastronomica di pellegrino artusi del 1891 che conteneva dieci ricette per condire gli spaghetti.
Fonti:
Il mito delle origini, Massimo Montanari
Storia dei maccheroni, Alberto Consiglio
Cibo, Jacques Attali
Palermo, l'affascinante capitale degli Arabi, Alberto Angela
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